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luna di miele diabete

Luna di miele diabete

Luna di miele diabete – “Honeymoon Period”

luna di miele diabete 1 – In questo articolo proseguirò l’intento di mettere in evidenza gli aspetti psicosociali del diabete, nello specifico, la luna di miele diabete di tipo 1. 

Riporto di seguito la spiegazione medico scientifica a cura del comitato scientifico di Diabete Italia (al quale vanno i ringraziamenti per l’estratto dell’articolo) di ciò che significa diabete mellito di tipo 1, quali sono  le conseguenti terapie che i pazienti devono attuare e a che cosa vanno incontro dopo la diagnosi di malattia,

Alla fine dell’estratto affronterò una descrizione delle dinamiche psicologiche che scaturiscono nella persona colpita dal diabete, come cambia la vota nel post diagnosi e l’influenza che la mattia ha nella qualità di vita personale.

luna di miele diabete

Guarire dal Diabete

Il Diabete Mellito e la remissione a cura del Comitato Scientifico di Diabete Italia PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Ottobre 2013 15:08
Sempre più frequentemente siamo raggiunti da messaggi che parlano di “GUARIGIONE DEL DIABETE”. Cosa c’è di vero? Diabete Italia è stata interpellata e coglie l’occasione per fare il punto della situazione alla luce di rigorose evidenze scientifiche.

Il diabete mellito è una malattia cronica complessa che richiede:

1) continui e molteplici interventi sui livelli glicemici e sui fattori di rischio cardiovascolare, finalizzati alla prevenzione delle complicanze acute e croniche;

2) un’attività educativa della persona con diabete, finalizzata all’acquisizione delle nozioni necessarie all’autogestione della malattia;

3) il trattamento delle complicanze della malattia, qualora presenti.

Diabete tipo 1

Il diabete mellito di tipo 1 è una malattia cronica.
È causato da distruzione cellulare, su base autoimmune o idiopatica, ed è caratterizzato da una carenza insulinica assoluta (la variante LADA, Latent Autoimmune Diabetes in Adult, ha decorso lento e compare nell’adulto).

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune. La manifestazione clinica si verifica dopo una significativa perdita di massa totale delle cellule, che, si ipotizza sia tra il70% e il 90%.

Luna di miele diabete – “Honeymoon Period”

Insieme alla perdita anatomica, l’entità della disfunzione delle cellule rimanenti è un fattore importante e condizionante il quadro clinico e può spiegare quello stato particolare chiamato ‘luna di miele – ‘honeymoon period’ che interviene quando la secrezione di insulina dalle cellule rimanenti migliora dopo il trattamento metabolico iniziale.

Durante questo periodo particolare, anche piccolissime quantità di insulina esogena sono spesso sufficienti a mantenere un buon controllo metabolico per un breve periodo di tempo.
Studi di prevenzione sono in corso con l’obiettivo di ristabilire auto-tolleranza nei soggetti a rischio e per rallentare la progressione a diabete conclamato.

La preservazione della secrezione residua di insulina endogena (vale dire prodotta dall’organismo) all’esordio della malattia, in combinazione con il trattamento con insulina esogena (vale a dire quella assicurata con la terapia), può portare ad un maggiore controllo della glicemia che, a sua volta, può comportare riduzione di complicanze.

Si può dire quindi che le terapie che consentano la conservazione di una certa produzione di insulina, possono avere rilevanza clinica.

Luna di miele diabete – l’Era Moderna

L’era moderna della terapia immunomodulante nel diabete di tipo 1 è iniziata con l’uso della ciclosporina per il trattamento dei pazienti con diabete di tipo 1 di nuova insorgenza.

Da allora, molti diversi trattamenti immuno-mirati sono stati sviluppati e sono in corso a livello sperimentale.

Sono in corso anche studi nutrizionali che tentano di modificare l’esposizione a diverse componenti alimentari che si pensa possono svolgere un ruolo nell’esordio della patologia.

L’obiettivo generale di tutti questi trattamenti è quello di ripristinare auto-tolleranza e di impedire la distruzione delle cellule _ del pancreas.
Purtroppo, nessuno dei trattamenti con agenti somministrati singolarmente ha raggiunto la remissione metabolica stabile e quindi il passo successivo nello sviluppo clinico probabilmente coinvolgerà combinazioni di agenti, sulla base della conoscenza dei meccanismi immunitari mirati per migliorare la durata e la frequenza delle risposte.
La chirurgia bariatrica, nei pazienti affetti da diabete tipo 1 obesi, è stata dimostrata in grado di ridurre significativamente il grado di obesità ma non ha alcun effetto sul diabete, che è condizionato dalla distruzione completa ed irreversibile delle cellule che producono insulina e che deve essere quindi iniettata dall’esterno.

Luna di miele Diabete tipo 1 guarigione

Come guarire dal diabete di tipo 1?

Questa è la domanda a cui, dopo aver ricevuto la diagnosi, la persona affetta da diabete cerca di dare una risposta e molto spesso dopo il primo periodo di iniezioni di insulina Apidra si riduce il fabbisogno dei insulina iniettata dall’esterno potendo arrivare a non effettuare boli durante i pasti, limitandosi all’iniezione notturna tramite insulina Lantus.

Ma allora si è guariti?

La risposta che i medici danno è: “no! ma sei in luna di miele”.

L’espressione luna di miele per definire ciò suona alquanto inappropriata e sarcastica, prima di tutto perché chi è diabetico non può più mangiare miele, inoltre, la luna di miele è un periodo felice nel quale due persone appena sposate effettuano una vacanza inaugurale del viaggio della loro vita insieme; tutto ciò con la luna di miele del diabete di tipo 1 non centra proprio nulla, se non addirittura può suscitare irritazione nei pazienti diabetici.

Dopo la scoperta della malattia, si ricomincia con la vita, la glicemia va sempre meglio, in attesa che il sistema immunitario finisca il suo lavoro di distruzione indisturbato con le restanti cellule pancreatiche, senza poterci fare nulla!

E’ chiaro come si inizi a percepire nella persona una sensazione di derealizzazione e di impotenza difronte ad una sentenza che non lascia scampo: “prima o poi il tuo  pancreas smetterà di funzionare e tu dovrai riprendere in mano l’insulina e iniettarla nuovamente”.

Diabete di tipo 1 – Conseguenze psicologiche

La persona che si trova a vivere questa difficile esperienza molto di frequente sviluppa una sindrome ansiogena da misurazione di glicemia con conseguente umore disforico tendente alla depressione.

In questo periodo è molto importante la vicinanza dei familiari per attutire i contraccolpi a livello psicologico, ma molto spesso questo non basta e la persona ha bisogno di un aiuto psicologico per la gestione delle nuove routine quotidiane che la malattia comporta.

Luna di miele diabete – Le nuove Routine del diabetico

Una nuova routine è fatta dalle continue misurazioni glicemiche che partono dal digiuno al prima e dopo i pasti, dalla mattina alla sera, 7 giorni su 7, alle quali poi conseguono le 4 iniezioni di insulina nell’ambito dei pasti principali e prima di coricarsi.

All’inizio non è facile padroneggiare gli strumenti della misurazione glicemica perché diventano apparati che entrano a far parte della vita della persona per sempre, in ogni momento e in qualunque luogo, il paziente può avere paura di dimenticarsi lo strumento, le penne di insulina, costringendolo a restringere il proprio raggio d’azione limitandone la qualità di vita.

Un’altra routine che cambia drasticamente è quella alimentare, infatti la dieta diventa un aspetto ancor più vitale di prima e la privazione di certi alimenti facenti parte della tradizione culturale come dolci e i gelati e certi tipi di frutta, rischiano di essere un ulteriore duro cambio di direzione che la persona diabetica è costretta a subire.

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comunicazione assertiva

Comunicazione assertiva

Comunicazione assertiva – Guida all’assertività

Comunicazione assertiva significato

Comunicazione assertiva: guida con esempi pratici alla scoperta di una comunicazione efficace nella quale troverete un semplice test online per verificare il livello della vostra comunicazione!

comunicazione assertiva

In questo articolo affronteremo i seguenti temi:

  • assertività significato
  • significato di assertivo
  • significato assertivo
  • assertività definizione
  • significato assertività
  • assertività esempi
  • significato di assertiva
  • significato di assertivita
  • assertività nella comunicazione
  • etimologia di comunicare

 

Etimologia della parola comunicazione

la comunicazione
la comunicazione

Assertività Significato – assertività definizione

Comunicazione assertiva significato– Già nell’etimologia di comunicazione  si rintraccia un’idea dell’assertività – assertività significato:

  • Reciprocità
  • Lo spazio comune del noi

Quindi si viene ad instaurare un legame con gli altri:

Quando comunichiamo incrementiamo la nostra conoscenza condivisa, il “senso comune”, precondizione essenziale per l’esistenza di qualsiasi comunità andando a creare una relazione e un legame.

Processo di trasmissione di informazioni, di messaggi (come dati, pensieri, sentimenti), di scambio di comportamenti che si realizza in un contesto finalizzato al raggiungimento di un obiettivo che avviene in un contesto.

Il contesto in cui avviene una comunicazione  è caratterizzato da 4 dimensioni:

  • Dimensione fisica (spazio fisico)
  • Dimensione psicologica (clima)
  • Dimensione sociale (posizione sociale e ruoli)
  • Dimensione temporale

La comunicazione assertiva – i vari tipi di rumore

Nella comunicazione vi sono vari tipi di disturbi chiamati rumori e sono di tipo:

  • Oggettivo – esempio: la differenza della lingua parlata dei due interlocutori;
  • Fisico – esempi: un rumore reale, la difficoltà di usare in modo corretto la voce, difficoltà visive e/o uditive;
  • Psicologico – esempi: la mancanza di attenzione, i pregiudizi, i preconcetti;

Ogni rumore comporta la perdita o la distorsione del contenuto del messaggio, che viene recepito dal ricevente in modo errato, soltanto parziale o addirittura non viene recepito affatto.

le principali interferenze nella comunicazione sono:

  1. Stress e preoccupazione
  2. Blocco emotivo
  3. Ostilità
  4. Distrazioni
  5. Ricordo di esperienze del passato
  6. Lo stato affettivo
  7. I quadri di riferimento

Qual é il processo comunicativo e quali sono i passaggi della comunicazione assertiva efficace?

comunicazione efficace definizione

Ogni comunicazione attiva delle reazioni ed è fondamentale verificarle per entrare in sintonia, è importante il messaggio che si vuole comunicare ed fondamentale come l’altro lo percepirà perché la reazione del ricevente ci consentirà di verificare la comprensione del messaggio.

Una comunicazione efficace si misura all’arrivo

Comunicazione assertiva – Quando una comunicazione è efficace?

assertività nella comunicazione

significato assertività Per una comunicazione efficace è importante:

  • Conoscere i punti di forza di ciò che si vuole comunicare
  • Essere in grado di stimolare e quindi di esplorare il potenziale interesse per l’argomento da parte dell’interlocutore
  • Sapere scegliere la modalità di comunicazione più idonea in relazione al destinatario
  • Saper collocare l’informazione nella sfera delle aspettative  dello stesso

inoltre sono importanti:

Il LUOGO in cui si comunica

Il MOMENTO in cui si comunica

II RAPPORTI che ci sono tra chi comunica e chi riceve

L’ AUTOSTIMA

La MODALITA’ di comunicazione

La CONSIDERAZIONE dell’altro

Il livello di EMPATIA

contesto della comunicazione
Il contesto della comunicazione

Comunicazione assertiva – le regole della comunicazione

Prima regola sulla comunicazione efficace

Per una vita lavorativa con i colleghi, dove regni l a collaborazione:

Facciamo attenzione a ciò che proprio adesso proviamo e pensiamo nel qui ed ora!

Il nostro sentire, ovvero i nostri sentimenti, influenzano ciò che diciamo e il modo in cui lo comunichiamo, ciò che ascoltiamo e il modo in cui ascoltiamo.

Se impariamo a comunicare il proprio stato d’animo la comunicazione potrà scorrere nel modo corretto.

Seconda regola sulla comunicazione efficace

Per una vita lavorativa con i colleghi, dove regni la collaborazione:

Spesso quando comunichiamo utilizziamo domande che contengono informazioni indirette

Non rivolgiamoci al collega dicendo: “Perché non hai portato a termine il lavoro che ti era stato assegnato?”

ma piuttosto diciamo: “Sono arrabbiato con te perché non hai finito quel lavoro.”

Terza regola sulla comunicazione efficace

Per una vita lavorativa con i colleghi, dove regni la collaborazione

Non dobbiamo imporre il nostro punto di vista

Se diciamo: “Non credi che …  ; Sicuramente vuoi anche tu …; È risaputo che …  ”

Questi sono tentativi non dichiarati di far passare i nostri punti di vista nel sistema di valori altrui.

Quarta regola sulla comunicazione efficace

Per una vita lavorativa con i colleghi, dove regni la collaborazione

Franchezza e sincerità!

Per lavorare in gruppo è necessario

Avere autostima – Sapere quanto si vale  (le mie risorse, i miei limiti) e credere in se stessi.

Essere MOTIVATI – Perché voglio raggiungere quello scopo, cosa mi porta a perfezionarmi in questo lavoro.

COMUNICARE in modo assertivo – È necessario che ciò che voglio esprimere sia recepito e capito dall’ altro.

Comunicazione assertiva -L’autostima

L’ autostima è l’idea, l’immagine che ognuno ha di se stesso, come una persona si vede, come si sente, come si giudica, e che tipo di valore si attribuisce.

Si può riassumere l’autostima in tre punti:

  • l’amore per se stessi
  • l’autoimmagine
  • la fiducia in se stessi

La definizione di autostima dice che:

Non è qualcosa che abbiamo nella testa e che genera il suo effetto semplicemente perché è dentro di noi..

Ma..  È un processo ATTIVO, un modo di relazionarci al mondo e alle persone e quindi è anche un modo per interpretare e dare un significato al mondo che sta fuori di noi.

L’autostima si ripercuote su tre aspetti della nostra vita:

Il modo di presentarsi agli altri;

La facilità con cui si passa all’ azione per realizzare i propri obiettivi;

Il modo di reagire ai successi o insuccessi della vita;

Concludendo se sei tu il primo a credere in te stesso, anche gli altri crederanno in te.

Comunicazione assertiva – L’assertività

Comunicazione assertiva definizione – assertività significato

Assertività significato

l’assertività è  la capacità di affermare i propri diritti senza farsi manipolare e senza manipolare gli altri.

La coerenza di assertività si manifesta con due stili di atteggiamento; una prima forma aggressiva e una seconda forma timida.

La persona non assertiva timida

  • Non difende i propri diritti e interessi
  • Rispetta gli altri e non se stessa

Se stiamo troppo attenti a non ferire nessuno in nessuna circostanza, finiremo col commiserare noi stessi e gli altri

La persona non assertiva timida – caratteristiche
  • Basso volume di voce, balbettii, silenzi, esitazioni, etc.;
  • Sguardo sfuggente, sguardo verso il basso, denti stretti, viso contratto, postura tesa, onicofagia, etc.;
  • Insicurezza nel saper cosa dire o fare;
  • Recriminativa nel confronti dell’altro
La persona non assertiva timida – Schemi di pensiero

Pensano in questo modo di evitare di disturbare o di offendere gli altri. Sono persone che tendono a sacrificarsi.

Persone che tendono ad annullarsi (“ciò che io penso non importa, importa solo quello che pensi tu”).

Persone che hanno la sensazione costante di essere incomprese, manipolate, trascurate.

La persona non assertiva timida – Sentimenti ed emozioni

Impotenza;

Frequenti sensi di colpa;

Scarsa stima di sé;

Non sincerità nelle emozioni (ad esempio provano aggressività, ma non la manifestano e, a volte, neppure riconoscono di avere simili emozioni);

Ansia;

Frustrazione.

La persona non assertiva aggressiva

Difende in modo eccessivo i propri diritti e interessi, senza tenere conto di quelli degli altri.

La persona non assertiva aggressiva – Comportamento esteriore
  • Alto volume di voce,
  • Voce ed espressioni taglienti,
  • Interruzioni,
  • Uso di insulti e minacce;
  1. Sguardo provocatorio,
  2. Volto contratto,
  3. Mani tese,
  4. Postura che invade lo spazio dell’altro;

Questa persona è fortemente orienta ad avere una propensione al contrattacco.

La persona non assertiva aggressiva – Schemi di pensiero

Si sentono al centro del mondo (“solo io sono importante, quello che pensano gli altri non mi interessa …”).

Pensano che se non si comportano in questo modo sono troppo vulnerabili.

Considerano ogni cosa in termini di perdita o guadagno.

Alcune volte manifestano convinzioni eccessivamente radicali

(“certa gente è cosi cattiva che dovrebbe essere solo punita … è terribile che le cose non si risolvano mai come vorrei”).

La persona non assertiva aggressiva – Sentimenti ed emozioni
  • Ansia crescente;
  • Solitudine, sensazione d’incomprensione, sensi colpa, frustrazione;
  • Scarsa stima di sé (lo dimostra il fatto che sono sempre sulla difensiva);
  • Sensazione di mancanza di controllo;
  • Rabbia sempre più frequente ed estesa ad un numero crescente di persone e situazioni;
  • Sincerità nel manifestare emozioni: esprimono ciò che sentono.

Comunicazione assertiva -Essere assertivo significato

La Persona Assertiva

Conosce i propri diritti e li difende, ma nel totale rispetto degli altri; non si sforzano di vincere, bensì vogliono giungere ad un accordo.

Comportamento esteriore

  • Scioltezza di espressione,
  • Sicurezza,
  • Nessuna interruzione o parola inutile,
  • Contatto oculare diretto,
  • Corpo rilassato,
  • Postura comoda;
  • Manifestazione di sentimenti sia positivi sia negativi,
  • Difesa senza aggressione,
  • Franchezza,
  • Capacità di parlare dei propri gusti ed interessi,
  • Capacità di esprimere apertamente un’opinione divergente,
  • Capacità di chiedere chiarimenti,
  • Capacità di accettare i propri errori.

Schemi di pensiero della  persona assertiva

Conosce i propri diritti e quelli altrui e credono nella validità di entrambi;

Le proprie convinzioni sono per la maggior parte d’ordine razionale.

La persona assertiva sentimenti ed emozioni

Buona stima di sé,

Non si sentono né inferiori né superiori agli altri,

Relazioni soddisfacenti,

Rispetto per se stessi;

Sono in grado di controllare le proprie emozioni.

Da notare bene che L’assertività NON è una caratteristica assoluta e costante.

Oggi possiamo essere assertivi e domani passivi o aggressivi o meno assertivi.

Sviluppo dell’assertività

Cosa permette lo sviluppo di una condotta assertiva:

  • Farsi rispettare facendo valere i propri diritti e i propri punti di vista;
  • Innalzare il livello personale di autostima;
  • Maggiore consapevolezza;
  • Chiedere o dire NO ad una richiesta;
  • Mettere in discussione gli atteggiamenti autoritari o i principi autoritari;
  • Emanciparsi, progettando socialmente la propria vita.

Quando pensare all’assertività

  • Quando ci sentiamo sfiduciati, incapaci di portare a termine un qualcosa: una relazione affettiva, un lavoro, un obiettivo.
  • Quando è necessario portare avanti le nostre idee, le nostre opinioni.
  • Quando è difficile far sapere all’altro i nostri desideri.
  • Quando non abbiamo chiaro gli obiettivi da raggiungere.

Comunicazione assertiva esempi – Tecniche di Assertività per comunicare

Comunicazione assertiva esempi – assertività esempi

Di seguito saranno riportate alcune tecniche di comunicazioni assertiva come esempi da utilizzare immediatamente nella vostra quotidianità

assertività esempi

Tecnica del disco rotto

Ripetere varie volte il proprio punto di vista, con calma, senza cimentarsi in discussioni, o senza rispondere alle eventuali provocazioni dell’interlocutore.

Banco di nebbia

Dare ragione all’ interlocutore negli aspetti più fondati delle sue critiche, ma rifiutando di farsi trascinare in ulteriori discussioni.

Rinvio Assertivo

Consiste nel rimandare la risposta alle critiche dell’interlocutore fino a quando ci si sente più calmi e quindi capaci di fornire una risposta adeguata.

Tecnica del cambiamento di argomento

Consiste nel deviare il centro focale della discussione sull’analisi di quello che sta accadendo tra le due persone. È come se uscissimo dal contenuto del discorso per guardarci dall’esterno.

Tecnica della domanda assertiva

Consiste nel pensare bene della persona che ci sta criticando e nel dare per scontato che la sua critica sia ben intenzionata, indipendentemente dal fatto che lo sia realmente.


Comportamenti assertivi

Un comportamento assertivo determina una serie di conseguenze:

Frena o disarma l’altra persona che attacca

Chiarisce eventuali equivoci

Gli altri si sentono rispettati e apprezzati

La persona assertiva è solitamente considerata “buona”, ma non “stupida”.


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Test Assertività

Test comunicazione efficace, cliccando nel riquadro qui sopra potrete testare lo stato della vostra comunicazione attraverso un test comunicazione efficace!

Bibliografia

Anchisi R., Gambotto Dessy M., Manuale per il training assertivo. Immagine di sé e comunicazione efficace. Cortina 1989.

Anolli L. (a cura di), Psicologia della comunicazione. Il Mulino, Bologna 2002.

Castanyer O., L’assertività- espressione  di una sana stima di sé. Cittadella Editrice, Assisi 1998.

Giannatelli R., Lever F., Rivoltella P.C., Zanacchi A. (a cura di), Dizionario enciclopedico di scienze e tecniche della comunicazione. Eri-Rai, Elledici, LAS, Roma 2001.

Watzlawick P., Beavin J.H., Jackson D.D., La Pragmatica della Comunicazione umana. Astrolabio Ubaldini, Roma 1971.

 

burnout

Burnout

burnout
Piramide dei bisogni di Maslow

Burnout psicologia

Burn out psicologia – La piramide di Maslow indica secondo una scala di priorità quali sono i bisogni fondamentali per l’uomo; da Maslow possiamo ricavare una riflessione con alcune domande, che troverete di seguito, per capire da che punto partite nella conoscenza di voi stessi e dello stato di Burn Out in cui vi trovate; alla fine dell’articolo troverete un semplice test sulla sindrome da burnout che vi consentirà di capire a che punto dovrete iniziare a curarvi per non far si che la situazione peggiori sempre di più.

Potete prendere un foglio bianco e rispondere a queste domande, tenendole con voi durante la lettura dell’articolo.

  • Che lavoro avreste voluto fare da piccoli?
  • Avete cambiato scelta nel corso del tempo?
  • Per quale motivo?
  • Interno (scelta intima)
  • Esterno (eventi)
Burnout
Burnout

Burnout significato – Definizione Burnout

Burn out definizione:

  • Burn out significato – Il termine burnout fu usato per la prima volta in un contesto medico dallo psichiatra Herbert Freudenberger, all’inizio degli anni ’70.
  • Burn out significato – Con questo termine Freudenberger descrisse il progressivo esaurimento di alcuni assistenti volontari di un centro per tossicodipendenti a New York, l’atteggiamento distaccato e cinico degli assistenti sociali verso i loro utenti e l’atteggiamento negativo verso le proprie prestazioni di lavoro (Freudenberger 1974)
  • Negli anni ’70 anche Christina Masslach, esperta in psicologia sociale nella città universitaria di Berkeley, California, si dedicò alla ricerca sulle persone con situazioni di lavoro stressanti e sul loro modo di gestire il carico emotivo. Concordante con le osservazioni di Freudenberger, Masslach formulò tre aspetti fondamentali dello stato di burn out (Masslach 1982):
  • Esaurimento emotivo
  • Depersonalizzazione
  • Ridotta efficienza personale

Burnout syndrome – le 7 fasi del burnout

Burn Out
Burn Out

Fasi burnout

Le sette fasi del burn out

Prima fase di burnout – i segnali d’allarme

  • La prima fase, quella dei primi segni d’allarme, si distingue per un maggiore impegno relativo a determinati obiettivi di lavoro, che eventualmente si può manifestare con l’aumento degli straordinari sul posto di lavoro.
  • È possibile che la persona colpita e i suoi familiari notino i primi sintomi di esaurimento con stanchezza diffusa e con la perdita di motivazione per altre attività.
  • Spesso si riscontrano delle reazioni somatiche inadeguate, sotto forma di sintomi fisici non specifici a carico dell’apparato digerente, una maggiore sudorazione, bocca secca, un lieve mal di testa, vertigini, disturbi del sonno, ecc.

Seconda fase di burnout – l’impegno ridotto

  • Nella fase d’impegno ridotto, nella persona colpita si nota un ritiro dall’ ambiente sociale: cerca di esporsi il meno possibile all’ influenza altrui, diviene taciturna, mostra i primi atteggiamenti negativi verso il suo lavoro con qualche frase secondaria e spesso appare «più egoista» e più concentrata sui propri vantaggi. La persona affetta sembra portare dei paraocchi: con una percezione molto limitata, in un certo senso distaccata e strana.

Terza fase di burnout – Reazioni emotive

  • Terza fase la fase cioè delle reazioni emotive, contraddistinta da un senso di inferiorità e di pes- simismo. Non di rado, la colpa di queste sensazioni viene attribuita agli altri e questo può comportare ulteriori difficoltà interpersonali.
  • Con reazioni di disapprovazione e irritazione, naturalmente, chi circonda la persona colpita spesso fomenta maggiormente il burnout in corso. In tal modo, l’ambiente conferma la percezione negativa che la persona affetta ha di se stessa, consolidando la sua percezione interiore e accelerando la spirale negativa del processo.

Quarta fase – di burnout

  • Molto particolare e di rilievo clinico è la quarta fase, durante la quale avviene una riduzione dell’efficienza cognitiva che comporta
  • perdita di motivazione,
  • disturbi della memoria e di concentrazione,
  • un crollo della creatività, una riduzione della flessibilità e della capacità di discernimento della persona affetta.
  • La persona stessa, ma anche l’ambiente circostante, percepisce una certa sbadataggine e mancanza di concentrazione per cui si verificano anche degli errori nell’attività professionale.
  • La spirale negativa viene alimentata e accelerata.

Quinta fase – di burnout

  • Burisch definisce questa fase con l’appiattimento della vita emotiva e sociale e della percezione della persona affetta.
  • Il soggetto appare indifferente, cerca di evitare ogni contatto con gli altri e non è più in grado di immedesimarsi, razionalmente o emotivamente, negli altri.
  • Il risultato è l’apatia emotiva. Un importante segno d’allarme in questa fase è la rinuncia agli hobby e alle attività del tempo libero abituali, cosa che, normalmente, contribuisce a un’ulteriore escalation del processo di burnout.
  • Arrivati a questa fase, se non già prima, la persona affetta necessita dell’aiuto medico-terapeutico.

 Sesta fase di burnout: reazioni psicosomatiche

  • Stando a Burisch, la sesta fase è la fase delle reazioni psicosomatiche. Sebbene sin dalla prima fase si possano osservare delle reazioni psicosomatiche sotto forma di leggeri sintomi vegetativi, è solo nella sesta fase che le reazioni psicosomatiche diventano sintomi dolorosi che dominano la percezione della persona affetta:
  • tensioni muscolari, con dolori quali mal di testa, mal di schiena, dolori articolari e disturbi del sonno di ogni tipo (problemi di insonnia, interruzioni del sonno, risvegli precoci la mattina)

Sesta fase di burnout: reazioni psicosomatiche

  • Nel tempo libero, le persone colpite non trovano più riposo e non si ristabiliscono nemmeno facendo una lunga vacanza.
  • Spesso queste persone cambiano anche le abitudini alimentari, per cui una parte di esse prende l’abitudine di mangiare pochissimo e un’altra parte esagera nel mangiare.
  • Molto spesso, nel tentativo di riprendere il controllo e di garantire una certa funzionalità malgrado le sofferenze, le persone affette aumentano anche il loro consumo di alcol e altre droghe.

Settima fase – burnout

  • In tal modo, più o meno fluido, si entra nella settima fase: la fase di depressione e disperazione, con un senso di insensatezza, un atteggiamento profondamente negativo con forti paure riguardo al futuro, e una disperazione esistenziale che può comportare idee suicidarie e, nei casi più gravi, anche porre in atto il suicidio.
  • Data la sintomatologia descritta, dal punto di vista psichiatrico si deve diagnosticare e curare, giunti a questa fase, se non già prima, una depressione medio-forte o forte (ICD-10:F32.1–3/33.1–3) ai sensi della classifica internazionale per disturbi psichici.

Burnout test – Escalation del burn out

Burnout syndrom
Burnout syndrom

Chiunque abbia uno status di burn out che supera il quarto stadio ha bisogno di cure, per evitare l’escalation progressiva verso una situazione sempre peggiore di malessere.

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Bibliografia  e autori:

Maslow

Herbert Freudenberger

Christina Masslach

Burisch

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N. B.  La dott. Ssa Bertazzolo non offre Aiuto psicologico on line gratis

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Tutti alla ricerca di uno Psicologo Online Gratis

Oggi molte persone sono alla ricerca di uno psicologo online Gratis o di psicologi gratis per richiedere aiuto psicologico, proliferano i blog psicologia in cui lo psicologo risponde e spesso le risposte sono estemporanee e non molto precise, altre volte a domanda specifica si risponde, aprendo però altre domande che sono difficilmente contenibili e approfondite all’interno di una chat on line  per ricevere aiuto psicologico online gratuito.


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Psicologi Online Gratis – Come può una psicologa online rispondere alla richiesta di aiuto psicologico di una persona in una chat on line senza conoscerla?

Ecco questa è una domanda molto complessa e cercherò di esprimere la mia opinione citando un’esperienza vissuta all’ultimo Congresso Nazionale Aiom (Associazione Italiana di Medici Oncologi) ad un seminario tenuto dal prof. Umberto Galimberti, del quale citerò  le parole attraverso i miei ricordi cercando di conservarne intatto il messaggio.

Psicologo On line gratis – Il Prof. Umberto Galimberti a proposito della professione medica.

Ci sono sostanzialmente due tipi di medici, il medico persona e il medico funzionario; il medico persona che si prende carico del malato nella sua interezza e che lo cura fino alla fine dei suoi giorni, andando contro corrente, rispetto al volere che le cure palliative prendano in carico il paziente quando le cure causali non hanno più margine di funzionamento.

In pratica il concetto di Galimberti è questo: “se sei un medico porti il tuo paziente fino alla fine dei suoi giorni come hai giurato nel giuramento di Ippocrate necessario per esercitare tale professione, se non fai questo, sei un medico funzionario!

Il medico funzionario è colui che segue tutte le procedure e le linee guida ma, ad un certo punto in ambito oncologico, quando non ci sono più margini di cura dice: “io non posso più seguirla perché non abbiamo più cure per lei” e a quel punto, dice Galimberti, si compie un atto dolorosissimo nei confronti del paziente, lo si lascia solo e privo di speranza, lo abbiamo abbandonato, scorporando l’essere funzionario dall’essere medico.

A Galimberti feci questa domanda: come facciamo a dire ai medici di fare i medici?

La riposta lapidaria del Professore fu questa: “nelle università si deve insegnare ai medici di essere medici, altrimenti vadano a fare un altro mestiere”.

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Psicologo online gratuito – Psicologo o Psicologo Funzionario?

Prendo questa esperienza con cui si può essere in linea o meno per portare l’attenzione sulla psicologia, nell’ambito della consulenza psicologica online, proponendo la distinzione  tra psicologo on line o lo psicologo nello studio privato?

I ricordi mi riportano a circa 10/12 anni fa, epoca in cui non esistevano gli smartphone come li conosciamo oggi e nemmeno i tablet, era l’alba per questi nuovi supporti e ricordo ancora che realizzai un sito di consulenze psicologiche online.

La mi esperienza fu utile per capire che alle persone richiedenti aiuto psicologico online gratis si può rispondere indicando dei consigli, ma il margine d’ intervento di una riposta, a mio avviso, è molto ridotto; mi piace pensare invece ai siti di psicologi online come dei portali che aiutino le persone a ricercare informazioni, a darsi una possibilità per uscire dalle difficoltà e per stare sempre meglio nella loro vita ed è con queste finalità che ho realizzato il sito psiconcologi.it.

Il mio parere quindi è che lo psicologo online possa dare delle indicazioni utili ai richiedenti, ma non dare supporto psicologico online, perché si entrerebbe in un circuito di risposte preconfezionate per il paziente, che lo imbriglierebbero come un ragno nella propria tela.

Credo sia di fondamentale importanza che lo psicologo eserciti la sua professione all’interno del setting professionale, costruito apposta per lui e per il paziente e che non deve finire all’interno di uno schermo che possa, tra l’altro, fungere da rispecchiamento narcisistico.

Psicologi online gratis – no grazie  ma eppure quante ricerche……….

Facendo una breve ricerca, le parole più ricercate per uno psicolgo online sono le seguenti:

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Semplice, oltre alla confusone, la paura regna sovrana.

Pensiamo ad esempio, in situazioni di forte stress, come ci possiamo preoccupare per qualcuno, perdendo di lucidità,  proiettando su di lui o lei una la preoccupazione che gli o le fosse successo qualcosa.

Questo meccanismo di difesa inconscio è la “proiezione”, ovvero “io proietto sull’altro ciò che è una mia paura” di cui la persona ne è assolutamente e incolpevolmente protagonista.

La Paura quindi fa in modo che le persone di trincerino dietro agli schermi dei loro computer, Mac, o smartphone facendo una cosa: chiedono paurosamente aiuto!

L’invito è di non avere paura e di chiedere aiuto non solo attraverso l’invio di mail con problemi specifici a professionisti online cercando di fare autodiagnosi e magari curarsi da soli, è importante non sostituire alla prevenzione l’autodiagnosi, poiché la prima è fondamentale, la seconda può essere molto rischiosa se porta poi a improvvisare cure prendendo strade sbagliate

La confusione regna sovrana e quindi chi rivolgersi per chi richiede aiuto psicologico online??

Ricordo con quanta gratitudine ringraziai mentalmente il mio analista quanto feci il mio primo colloquio gratis: mi sentii accolto e compreso!

Come altrettanto fu un piacere ogni fine mese quando lo pagavo regolarmente, dando importanza alla puntualità o ai ritardi degli appuntamenti:

Capii la differenza fondamentale che c’è tra lo “spendere per spendere” e “fare un investimento per se stessi”, nella direzione della propria crescita personale!

Psicologo online – Le regole fondamentali della psicoterapia

Queste regole fondamentali non si possono ricreare in altri ambienti, se non, all’interno del setting che lo psicologo o uno psicologo psicoterapeuta o uno psicoanalista vi possono insegnare a rispettare, come confini di voi stessi e questo non avviene, a mio avviso, con le chat online o con lo psicologo online gratuito.

E sapete perché?

Uno dei punti di forza del denaro è che rende liberi, quando una persona decide di andare da uno psicologo o da uno psicoterapeuta e paga regolarmente avvengono due cose in una:

la persona si assume le responsabilità degli accordi presi e li onora

così facendo si rende libera, come l’aria, senza innescare quel circolo vizioso della gratitudine in cui:

Io ti sarò eternamente grato per non avermi fatto pagare la mia terapia e con questo abbiamo contribuito alla mia involuzione umana e non alla mia crescita ed evoluzione personale!


lo psicologo online gratis e gli psicologi online Gratis – Quando possono essere utili?

Aiuto psicologico on line gratis

Viviamo in tempi di immigrazione e vi possono essere difficoltà di comprensione e sfumature linguistiche, per gli italiani all’estero, nell’affrontare una terapia psicologica online in una lingua diversa da quella di provenienza: le persone residenti all’estero potrebbero essere motivati nella ricerca di aiuto psicologico online, ed è in questi casi, che lo psicologo online può essere utile.


Psicologi online gratis – Conclusioni di Luca Riccardi

Concludo questo mio sentito articolo, ringraziando la dott.ssa Arianna Bertazzolo, Psicologo Psicoterapeuta Padova e psicologa online, per avermi consentito di scrivere in questo spazio per descrivere come tradizione e innovazione possano essere insieme secondo il paradigma dell’et, et abbandonando le contrapposizioni espresse nell’aut aut.

Grazie a tutti voi lettori e se volete i vostri commenti saranno graditi!

psicologo gratuito online – se volete – lasciate un vostro commento in fondo all’articolo


La dott. Ssa Bertazzolo non offre Aiuto psicologico on line gratis

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Tantra a Padova

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Segnalo per tutti coloro che volessero approfondire che cosa è il Tantra

Corso Meditazione e Tantra a Padova.

Tantra a Padova
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Tratto da centro di psicologia dott.  Adriano Legacci

Tantra Paodva – Le preziose conquiste della psicologia occidentale costituiscono il centro inamovibile del mio quotidiano lavoro clinico, come psicoterapeuta e come sessuologo. Chi mi conosce sa anche che nel corso degli anni è cresciuto il mio interesse, divenuto anche prassi clinica integrata, per discipline e tecniche che provengono dalla millenaria cultura Indiana o d’Oriente. Meditazione, Mindfulness e Tantra, al pari della psicoanalisi e della psicologia cognitivo comportamentale, sono in grado di aprire sentieri dell’anima e di offrire preziosi strumenti operativi per la crescita e l’evoluzione personale.

In questi 3 giorni insieme alterneremo esercizi di gruppo in sala con sessioni di meditazione tantrica guidata, training autogeno e rilassamento in acqua termale.

 


CORSO MEDITAZIONE E TANTRA A PADOVA | CHE COS’E’ IL TANTRA?

Il Tantra non è una filosofia, non è un’ideologia, non è una religione.
Il Tantra è:

  • un itinerario spirituale
  • un’antica pratica, fondata sulla conoscenza del proprio corpo e sulla relazione, che utilizza l’energia (fondamentalmente l’energia sessuale) presente in ogni essere umano per:
  1. migliorare la propria intelligenza sessuale
  2. perseguire il benessere fisico, emotivo e mentale
  3. favorire la realizzazione personale
  4. migliorare le relazioni sentimentali
  5. creare le condizioni per la propria evoluzione e maturazione

CORSO MEDITAZIONE E TANTRA PADOVA | QUAL E’ L’IMPORTANZA DELL’ENERGIA SESSUALE (LIBIDO) NELLA PSICOLOGIA OCCIDENTALE?

In psicoanalisi il termine libido (traducibile in sessuologia come desiderio sessuale) identifica un concetto cardine del pensiero di Sigmund Freud.

Per Freud la libido rappresenta una delle principali pulsioni umane, ed è di natura puramente sessuale.

“Chiamiamo libido – o desiderio sessuale – la forza psichica che rappresenta l’istinto sessuale, e la consideriamo analoga alla forza della fame o alla volontà di potenza e ad altre simili tendenze dell’Io”.
(Ernest Jones “Vita e opere di Freud, 2 gli anni della maturità 1901-1919” Il Saggiatore)


Per problematiche relative al sesso a Padova e terapia di coppia puoi contattare Psicologa Padova Arianna Bertazzolo

Psicologa Padova Arianna Bertazzolo
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Se vuoi partecipare la corso sul Tantra a tenuto dal dott. Adriano Legacci leggi tutto l’articolo e segui la procedura d’iscrizione!

Corso Meditazione e Tantra Padova

Blog Psicologia News

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In questa sezione voglio riportare le notizie dei principali mezzi di informazione che ho selezionato per voi nell’ambito della salute e le ho riportare nel mio Blog Psicologia News

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Assistenza, verso
il riconoscimento
giuridico dei
caregiver familiari

Fonte Sole 24 ore

In discussione al Senato un ddl volto a garantirne i diritti

Presto il “caregiver familiare” potrebbe ottenere un riconoscimento 

trovate qui l’articolo http://salute24.ilsole24ore.com/articles/18659-assistenza-verso-il-riconoscimento-giuridico-dei-caregiver-familiari

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E’ possibile aumentare la propria intelligenza? Nonostante molti pensino che l’intelligenza sia qualcosa che si ha sin dalla nascita, la verità è che certi hobby possono davvero aiutare a svilupparla. Ma di quali hobby stiamo parlando per l’esattezza? fonte scienza e salute blogosfere.it

trovate qui l’articolo http://scienzaesalute.blogosfere.it/post/560381/i-7-hobby-che-vi-renderanno-piu-intelligenti

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Stanchezza, 7 possibili cause da non sottovalutare

Stanchezza: quali sono le possibili cause? Generalmente, quando attraversiamo un periodo stressante, è normale avvertire un po’ di stanchezza in più. La stanchezza generale può essere causata anche da diete drastiche, disidratazione, eccessivo esercizio fisico, dall’assunzione di alcuni farmaci a disturbi come depressione, infezioni e così via.trovate qui l’articolo http://scienzaesalute.blogosfere.it/post/560398/stanchezza-7-possibili-cause-da-non-sottovalutare

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Cuore: lutto
aumenta rischio di
fibrillazione atriale

Le probabilità di sperimentare aritmie sono maggiori per le persone di età inferiore ai 60 anni

Il decesso del partner aumenta il pericolo di soffrire di fibrillazione atriale. Questo disturbo, che si manifesta come un’alterazione del ritmo cardiaco (o aritmia), rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di insufficienza cardiaca e ictus.

Trovi l’articoli qui http://salute24.ilsole24ore.com/articles/18648-cuore-lutto-aumenta-rischio-di-fibrillazione-atriale

Fonte Sole 24 ore

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visita gli altri articoli del blog di psicologia e scopri ad esempio i disturbi alimentari meno conosciuti o la differenza tra bulimia e anoressia oppure i benedici del training autogeno con la dott.ssa Ariann Bertazzolo Psicolola Padova

3473793190 Prendi un appuntamento E-mail

 

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Psicoterapeuta Padova

Psicoterapeuta Padova.

Psicoterapeuta Padova cosa significa psicoterapia?

Il trattamento individuale è con uno psicologo psicoterapeuta  (Psicologo che ha seguito un training di specializzazione di 4 anni, vedi il mio curriculum-fai click) spesso definito come “psicoterapia” e ha lo scopo di aiutare le persone con i loro problemi emotivi.

Psicoterapeuta Padova. La qualità di vita

Può variare in funzione del loro gravità o intensità.

Lo scopo principale di questa forma di terapia è quello di cambiare la qualità della vita definendo il percorso della vita chiaramente con una maggiore chiarezza.

Psicoterapeuta Padova. La tua salute mentale

Se è il problema di un’infanzia repressa, o un crollo emotivo a causa di divorzio, un fallimento o la perdita di una persona cara, come psicologa professionista che lavora da diversi anni a Padova, pusso aiutarvi a rivivere la vostra salute mentale attraverso il percorso di terapia.

Psicoterapeuta Padova. Risolvi i problemi emotivi

Ci sono molti problemi emotivi che trovano un angolo del nostro cuore e non si elaborano.

Con il tempo, questi problemi possono trasformarsi in una sorta di tumore emotivo che ha un impatto negativo sulla nostra vita quotidiana, come la mancanza di concentrazione, l’entusiasmo, il rispetto di sé, volontà di cambiamento, di incoraggiamento, e così via.

Questi problemi possono creare una spirale nella nostra vita in vari modi e possono incanalarsi in altre zone, che possono creare problemi nei rapporti, la vita professionale e la salute.

Psicoterapeuta Padova. Arianna Bertazzolo

Psicoterapeuta Padova Arianna Bertazzolo
Psicoterapeuta Padova Arianna Bertazzolo

Psicoterapeuta Padova. Come funziona la psicoterapia?

Dopo aver ascoltato attentamente i pazienti, si passa alla fase operativa in cui poter affrontare e cambiare le false convinzioni e credenze.
Definiamo le finalità e gli obiettivi delle sessioni di consulenza in modo molto trasparente per aiutare i pazienti a superare i loro problemi in modo rapido ed efficace, e ottenere la nuova prospettiva di vita che stanno cercando.

Io lavoro con il paziente andando incontro alle sue esigenze ed orari.

Ti aiuterò a abbracciare la vita, ti insegnerò modo per ottenere il bene più prezioso: LA TUA SALUTE!

Se sei deciso a curarti con uno psicoterapeuta a Padova  puoi contattarmi usando il pulsante qui sotto, ti risponderò e potremmo fissare un primo appuntamento gratuito.

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