Fobie

Quando la paura è troppa

Le fobie – Quando la paura è troppa

fobie
Fobie

Fobie Padova:  “Aver paura è una cosa. Lasciare che la paura ti afferri per la coda e ti faccia girare come una trottola è un’altra.” (Katherine Paterson, scrittrice)

 

 

 

 

 

 

 

In questo articolo vi spiegherò il meccanismo delle fobie e le loro declinazioni:

  • fobie strane
  • fobie sociali
  • fobie elenco
  • fobie assurde
  • fobie più strane
  • fobie più comuni
  • fobie ossessive
  • fobie sessuali

Fobie – La paura

La paura, per quanto possa essere considerata spiacevole e limitante, non è di per sé un fenomeno negativo. Anzi, ha un ruolo adattivo.

Si tratta infatti di uno stato temporaneo e transitorio, che sin dall’infanzia ha il merito proteggerci da oggetti o situazioni pericolose e che si manifesta solo in presenza di tali circostanze.

Associata spesso alla paura è l’ansia, che è invece l’anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuri.

La Paura effetti fisiologici

Quando abbiamo paura o siamo in ansia per qualcosa, il nostro organismo risponde in maniera specifica, attraverso una serie di reazioni organiche, comportamentali ed emotive ben precise e riconoscibili, come ad esempio l’accelerazione del battito cardiaco, l’aumento della sudorazione ed uno stato di agitazione diffuso. Se si presentano nella giusta dose, queste reazioni sono del tutto fisiologiche e funzionali alla nostra sopravvivenza, poiché hanno la finalità di mettere l’uomo in allerta: tutti noi abbiamo infatti sperimentato e sperimentiamo continuamente cosa significa avere paura o provare ansia, per i motivi più disparati (si, sotto-sotto anche i più coraggiosi!).

La fobia

Ma cosa succede quando ansie e paure diventano eccessive, irrazionali, incontrollabili e sproporzionate rispetto al reale pericolo, tanto da invalidare in modo consistente la nostra vita?

È in questo caso che possiamo parlare di fobie.

Fobia Definizione

La fobia è definibile come una paura intesa e persistente provocata dalla presenza o dall’attesa di determinati oggetti/situazioni, e che comporta un’immediata risposta ansiosa (che in alcuni casi può sfociare anche in attacchi di panico).

I disturbi fobici rientrano, infatti, nella classificazione mondiale dei disturbi d’ansia.

 

Le persone che soffrono di qualche fobia vivono alti livelli di disagio e di distress e spesso, se non riescono a tollerarli, tendono ad aggirare la situazione/l’oggetto in questione evitandolo completamente: la fuga a priori sembra l’unico modo per cercare di controllare la tensione e le angosce che emergono anche solo all’idea di doverli affrontare.

Per il fobico alcune delle attività che per gli altri continuano ad essere semplici ed automatiche, diventano difficili, se non  impossibili, anche se non rappresentano un effettivo pericolo per la sua incolumità.

La fobia arriva così a interferire in modo significativo con la vita della persona, ostacolando la sua routine quotidiana e impedendogli il normale svolgimento di diverse attività, dall’ambito lavorativo-scolastico alla sfera sociale e relazionale.

Paure – Ansie versus Fobie

 

PAURE-ANSIE FOBIE
Adattive e funzionali Disadattive e patologiche
Transitorie Persistenti
Adeguate rispetto allo stimolo reale Eccessive e sproporzionate rispetto allo stimolo reale
Non interferiscono significativamente con la vita della persona e non provocano disagio marcato Interferiscono significativamente con la vita della persona e provocano disagio marcato
Possono essere razionalmente affrontate Sono irrazionali e sfuggono al proprio controllo

 

Distinzione tra paure-ansie e fobie: Il termine “fobia” è di fatto entrato nel linguaggio comune e viene spesso utilizzato come sinonimo di “paura”. Si tratta tuttavia di fenomeni differenti.

Tipi di fobia

“(…) È l’angoscia delle “fobie”, estremamente varie e spesso singolarissime.”

(Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32)

Le fobie più comuni

Vi sono fobie più comuni, poiché interessano la maggior parte delle persone.

  • Le fobie specifiche, indirizzate a cose o situazioni specifiche e particolari, che possono essere:
  1. Animali – per lo più insetti, ragni, serpenti, cani.
  2. Elementi dell’ambiente naturale – ad esempio paura di temporali, delle altezze o dell’acqua.
  3. Sangue, iniezioni, ferite o altre procedure mediche invasive.
  4. Situazionali – timore di trasporti pubblici, tunnel, ponti, ascensori, aeroplani, di volare, guidare o di altri spazi chiusi e aperti.
  5. Di altro tipo – paura di soffocare, vomitare o contrarre una malattia.
  • La fobia sociale, che emerge in situazioni in cui è possibile essere sottoposti all’esame e giudizio negativo altrui, la cui importanza è eccessivamente sovrastimata. Riguarda quindi diverse interazioni sociali, la possibilità di essere osservati, parlare ed esibirsi in pubblico o di eseguire una prestazione davanti agli altri. Il timore è di essere derisi, di mostrarsi imbarazzati, di apparire incapaci e ridicoli o di agire in modo inopportuno ed umiliante agli occhi degli altri.
  • L’agorafobia fa riferimento alla paura che può emergere in diversi spazi, soprattutto luoghi affollati e luoghi della vita pubblica, che rendono apparentemente difficile la fuga o il soccorso in caso di panico e di circostanze imbarazzanti, producendo la sensazione di rimanere “intrappolati”. Si evita spesso di trovarsi in fila, tra la folla o fuori di casa da soli.

Le fobie e il tempo

Alcune fobie sono figlie del proprio tempo: man mano che gli anni passano e i progressi si fanno strada, possono infatti mutare i nostri stili di vita e di conseguenza anche gli stimoli che ci fanno più paura. Quali sono le fobie tipiche dei nostri giorni?

Al giorno d’oggi accade spesso che l’aspetto interiore sia messo in secondo piano rispetto a quello esteriore e che ci si accanisca perché quest’ultimo sia sempre perfetto. E sempre più conosciuta è infatti la dismorfofobia (detta anche quasimodofobia, dal celebre personaggio di “Notre-Dame de Paris”), ossia la preoccupazione ossessiva per un difetto, vero o presunto, nel proprio corpo.

L’avvento del computer e delle tecnologie sono invece complici dello sviluppo di cyberfobia (paura di tutto ciò che ha a che fare con i computer), nomofobia (di rimanere sconnessi dal contatto con la rete mobile, ossia di rimanere senza telefono o smartphone) e oicofobia (paura di vedere intaccata la propria privacy e che la propria sfera privata sia invasa da altre persone).

Le fobie strane – Le fobie assurde

È bene ricordare che tuttavia si può sviluppare una fobia verso una grandissima varietà di cose e situazioni. Ecco un assaggio invece di alcune delle fobie più insolite e rare.

  • Arachibutyrofobia: paura del burro di arachidi, ma più precisamente che il burro di arachidi si attacchi al palato
  • Paura spropositata di diversi altri cibi, ad esempio l’alliumfobia (dell’aglio) o la lachanofobia (delle verdure)
  • Arithmofobia: dei numeri
  • Onomatofobia: di sentire e dire alcune parole, tra cui il proprio nome
  • Hippopotomonstrosequippedaliofobia: delle parole lunghe
  • Pentherafobia: della propria suocera
  • Chrometofobia o Chrematofobia : dei soldi
  • E per concludere la panofobia, ossia la paura di tutto e la fobofobia, ossia la fobia della fobia, di poterne avere una.

Le origini della fobia

Alcune fobie compaiono in seguito ad eventi traumatici legati alla natura della fobia stessa, ma non sempre è così. La fobia dei serpenti, ad esempio, nella maggior parte dei casi non è consecutiva al morso ricevuto da uno di essi, come spesso la paura di volare non deriva dall’aver preso parte ad un incidente aereo!

Nel corso degli anni si è teorizzato che le fobie possano derivare da esperienze spiacevoli provate in precedenza, che vengono associate all’oggetto della fobia e rievocate in sua presenza. O che derivino da contenuti inconsci e angosce non tollerabili che vengono trasferiti su una situazione od oggetto esterno (l’oggetto della fobia), caricandolo quindi di valenze negative. O ancora da un apprendimento errato (sia per avere ricevuto informazioni sulla pericolosità di quello stimolo, sia per aver visto qualcuno impaurito di fronte ad esso).  Potrebbero avere un ruolo anche alcuni fattori legati al proprio temperamento, al corredo genetico e al contesto di crescita.

Concludendo, anche se non si sviluppano in modo univoco, i disturbi fobici sono problematiche abbastanza comuni nella popolazione. Anche le fobie più rare non devono essere percepite come motivo di vergogna o bizzarria: tutte le fobie in quanto tali interferiscono con il benessere della persona e vanno pertanto trattate a dovere.


Allora cosa fare se si pensa di avere una fobia?

In primis non farsi bloccare dalla paura! Parlarne con qualcuno è infatti il primo passo per riappropriarsi del proprio benessere. Rivolgersi quindi a uno psicologo, uno psicoterapeuta o ad uno psichiatra è la scelta migliore. Queste figure di cura determineranno quali sono le terapie più indicate per ogni persona, in base alle sue specificità, all’origine e caratteristiche del problema, ed al grado di disagio riportato, valutando quindi quale possa essere il percorso di psicoterapia più efficace e l’eventuale trattamento farmacologico per la cura dei sintomi ansiosi più gravi.

E voi di cosa avete paura?

Contatta subito Arianna Bertazzolo, psicologo psicoterapeuta Padova

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Fonti:

American Psychiatric Association. (1996). DSM-IV Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Ed. Masson, Milano.

Purgato, A. (2006). Fobie. Le nuove ossessioni del XXI secolo (Vol. 36). Castelvecchi.

Stein, M. B., & Sareen, J., (2004). I disturbi d’ansia. F. Bogetto (Ed.). Masson.

http://it.wikipedia.org/wiki/Fobia

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